Miria Mantelli nata a Castiglione del Lago (PG) il 12 Giugno del 1961, ha frequentato il liceo scientifico a Montepulciano (SI), si è laureata in architettura presso l’Università degli Studi di Firenze con una tesi di disegno e rilievo con il prof.re Marco Bini. Ha frequentato un corso tenuto dal prof.re Gianni Pettena, architetto radicale conosciuto a livello internazionale per le sue performances, con il quale ha approfondito degli studi riguardo l’architetto utopico tedesco Hermann Fisterlin. Ha fatto un stage col prof.re Egidio Mucci di strumenti e tecniche della comunicazione visiva, diventandone assistente volontaria, occupandosi della teoria semiotica generale e applicata a fotografia e pubblicità, arte e progetto, stage di regia televisiva. E’ stata allieva dei prof.ri Remo Buti, Guido Venturini e Stefano Giovannoni, fondatori della mitica King Kong production, con i quali ha realizzato un progetto di un edificio unifamiliare il cui plastico è stato esposto nel 1986 alla 17esima Triennale di Milano, nella sezione "Progetto Firenze" per la mostra "Le città immaginate" curata da Adolfo Natalini, anche lui suo prof.re, e in seguito in altre mostre internazionali di architettura tra le quali l'esposizione a Costantinopoli. Le correnti pittoriche da lei preferite sono il cubismo di Pablo Picasso, il futurismo, l’astrattismo di Emilio Vedova e Jackson Pollock, l’arte concettuale e spaziale di Lucio Fontana. Nelle sue opere possiamo osservare una rielaborazione personale degli artisti da lei preferiti. Come ritrattista espressionista è stata pubblicata nel catalogo Mondadori di Arte Moderna del 1994. Le sue opere sono degli epitaffi di persone importanti che hanno lasciato un segno nella storia del ‘900 per i quali la tecnica usata è un insieme di malte diverse lasciate acrome. Con la tecnica ad olio invece, realizza quadri monocromo e astratti. I suoi lavori sono estremamente essenziali, ognuno ci vede ciò che ci vuol vedere, i sentimenti e il carattere dell'artista devono trasparire nel processo creativo dell'opera che è carica di connotazione emozionale o storica. Si avvicina all'espressionismo astratto concettuale e al movimento spaziale: <<L'Artista Spaziale non impone più allo spettatore un tema figurativo, ma lo pone nella condizione di crearselo da sé, attraverso la sua fantasia e le emozioni che riceve e che nell'umanità è in formazione una nuova coscienza, tanto che non occorre più rappresentare un uomo, una casa, o la natura, ma creare con la propria fantasia le sensazioni spaziali.>> E’ stata invitata a molte mostre e all’Expò Universale di New York. Adesso risiede a Roma.
